RE ITALY
CONVENTION DAYS
2018

5-6 giugno 2018

I segnali di crescita che arrivano dal fronte delle compravendite, l’analisi dei vari comparti che caratterizzano il mercato immobiliare, il punto sul ruolo che possono svolgere le nuove tecnologie per innovare la filiera. E poi, ancora, un focus sull’andamento dei Pir, il report annuale sulla finanza e una nuova domanda di rappresentanza per l’intera categoria. È stata ricca di spunti la settima edizione di RE ITALY che si è svolta il 5 e il 6 giugno e che ha assunto il nome di Convention Days a indicare la sdoppiamento su due giorni, reso necessario dalla crescente domanda di approfondimenti, analisi e confronti tra gli addetti ai lavori.

Tutti i Numeri

2500

Partecipanti

100

Speaker

20

Convegni

330

Aziende

Categoria unita

 

La manifestazione organizzata da Monitorimmobiliare.it e Monitorisparmio.it presso Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana, ha registrato il record assoluto di 2.500 presenze (tutte su invito), in rappresentanza del 95% delle società del settore con fatturato superiore ai 20 milioni di euro e del 98% dei fondi immobiliari.

Tra i messaggi più forti dell’evento, quello di Carlo Puri Negri, presidente di Aedes Siiq: “Oggi c’è la necessità di far nascere un unico polo immobiliare in Italia per il settore a cui Sgr e Siiq possano aderire se lo desiderano”. Un pensiero espresso nel corso della tavola rotonda organizzata dalla Consulta interassociativa dell'intermediazione immobiliare, che ha visto le associazioni Fiaip, Fimaa ed Anama insieme per portare avanti interessi e istanze di tutta la categoria. Una necessità che si pone a maggior ragione oggi che vede iniziare nel Paese una nuova stagione politica. E non è un caso se dagli operatori dell’immobiliare è venuto un appello condiviso a confrontarsi con il nuovo esecutivo, parlando a una voce sola

“Non abbiamo interessi contrapposti nel real estate”, ha sottolineato il presidente di Fiaip Gian Battista Baccarini. “Ci auguriamo che anche la Consulta interassociativa dell'intermediazione immobiliare possa spingere a creare il nuovo fronte della rappresentanza 4.0. Anche Federico Filippo Oriana, presidente di Aspesi si è soffermato sulla necessità di nuova rappresentanza per il settore, rilanciando “l’idea di un’aggregazione  comune per il real estate”. Santino Taverna, presidente nazonale Fimaa e presidente della Consulta, ha espresso il suo invito a un confronto rapido con le istituzioni per poter affrontare le criticità che coinvolgono la categoria e cercare soluzioni condivise che possano essere di interesse comune.

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Lo stato dell'Arte

Dagli operatori è emerso un sostanziale ottimismo sull’andamento del mercato, che ha rialzato la testa dopo la lunga crisi e oggi attira sempre più investitori, anche dall’estero. “L’attività nell'edilizia, dopo aver attraversato dal 2008 la più lunga fase di contrazione dal dopoguerra, conferma un moderato recupero degli investimenti in costruzioni pressoché interamente concentrato nel settore residenziale”, ha sottolineato nel corso del suo intervento il capo del dipartimento immobili e appalti della Banca d’Italia Luigi Donato. Che poi ha aggiunto: “La tendenza al calo degli investimenti nelle altre costruzioni, il cui peso sul Pil in quindici anni si è contratto dal 5,9 al 3,6 per cento, si è comunque arrestata. Gli andamenti sono stati dunque diversi nel comparto residenziale e in quello delle altre costruzioni. Il comparto residenziale è stato sospinto soprattutto dai lavori di ristrutturazione e di valorizzazione del patrimonio esistente”. Sul fronte delle opere pubbliche le aspettative “mostrano per il 2018 un primo, lieve recupero. Negli ultimi anni le imprese hanno segnalato anche ricadute negative per il lento e complesso iter di transizione alla nuova disciplina degli appalti pubblici”. La situazione finanziaria delle famiglie italiane, ha concluso, si “conferma solida. L'indebitamento è contenuto; la crescita del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse ne favoriscono la sostenibilità”.

Lo scenario è diversificato per ambiti e piazze, con Milano che traina il mercato, come sottolineato da Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari: “Nel 2017 gli investimenti a Milano hanno raggiunto il 50% del totale; il 60% della spesa in città ha riguardato gli uffici”. Per Vincenzo Albanese, ceo di Sigest, occorre considerare un aspetto: “A Milano ci sono due mercati: il primo nella cerchia 90-91 (dalle linee di autobus che percorrono la circonvallazione esterna, ndr) è molto dinamico e assorbe in anticipo tutte le iniziative.  Ma non possiamo rimanere chiusi in questo confine”.

“Il Paese”, ha sottolineato la Fiaip, “ha bisogno che il nuovo Governo predisponga un piano nazionale sull'immobiliare che preveda, in tempi brevi, l'adozione di una serie di provvedimenti che consentano al sistema economico-produttivo dell’immobiliare di avere una fattiva e permanente ripresa in linea con ciò che accade in altri paesi europei. Attendiamo insieme a tutti i players del settore del Real Estate di comprendere quali e come saranno realizzate le proposte annunciate dalla coalizione Movimento 5 Stelle - Lega e dal Governo Conte. Fino ad oggi l’intero comparto immobiliare è stato solo marginalmente interessato dall’andamento positivo di altri settori. Servono misure shock per il Real Estate: il riordino della fiscalità immobiliare e un ritorno alla redditività per chi investe in immobili. Solo un “governo del fare” potrà riuscire a sbloccare gli ostacoli che frenano lo sviluppo del comparto.”

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Superare l'incertezza

Dal mercato è arrivato un forte invito alle istituzioni ad attivarsi per consolidare la crescita. “La nostra nazione deve essere l'Europa, anche nei fatti”, ha detto l'ad di Dea Capital Emanuele Caniggia, aggiungendo che “si deve fare guadagnare gli investitori e la sgr deve guadagnare con loro. Più cresce la massa, più aumentano le economie di scala e le efficienze, anche sui costi”. In quest'ottica DeA Capital si orienta anche verso l’estero per possibili investimenti. “Guardiamo alle piazze più stabili, come Francia e Germania, e tra quelle più opportunistiche alla Polonia. Non pensiamo al Regno Unito condizionato dal tema della Brexit, tema collegato ai cambi e che rende il contesto troppo instabile".

L'evoluzione della finanza immobiliare

RE ITALY Convention Days è stata anche l’occasione per la presentazione dell’11esima edizione del Rapporto sulla Finanza immobiliare 2018 di Nomisma. Dallo studio è emerso un aumento delle famiglie che esprimono un’intenzione di acquisto di abitazioni rispetto al 2017 (+10,2% del totale, pari a 2,6 milioni in termini assoluti).

Nello specifico sono 722 mila le famiglie che si stanno già muovendo (2,8%), mentre circa 1,9 milioni esprimono un'intenzione di acquisto nel breve termine (7,4%); la propensione più marcata si registra tra i giovani (18-34 anni) che rappresentano un novero di famiglie caratterizzate da una condizione finanziaria e lavorativa qualificata con un reddito familiare medio oltre i 3.500 euro al mese. Si registra inoltre la ripresa della componente di investimento che ha raggiunto il 15,4% delle manifestazioni d'interesse, arrivando a riguardare circa 400 mila famiglie (nel 2017 era il 6,1%).

Tra le famiglie che non intendono acquistare casa Nomisma rileva invece "un'ampia frammentazione della domanda”: sono 9,2 milioni (35,5%) quelle che avrebbero bisogno di acquistare un'abitazione, ma restano di fatto escluse dal mercato.